
La Torre di Chia: il rifugio di Pasolini nella tuscia viterbese, oggi al centro in una contesa
“Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta/ innocenza di querce, colli, acque e botri e lì comporre musica, l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”.












