Storia

La Guerra del Sale del 1540: la ribellione di Perugia contro il papa e la nascita della Rocca Paolina

Nel 1540 papa Paolo III Farnese impose una gabella sul sale che accese la rivolta perugina: la repressione militare, la fine della libertà e la città sepolta sotto la fortezza papale.

GuidyGuidy
25 ottobre 20262 min di lettura
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La Guerra del Sale del 1540: la ribellione di Perugia contro il papa e la nascita della Rocca Paolina

Una guerra combattuta per un pugno di sale che cancellò per sempre quattro secoli di autonomia comunale.

La tassa sul sale e l'orgoglio cittadino

Nel 1540 papa Paolo III Farnese decise di introdurre nello Stato Pontificio una pesante gabella straordinaria sul sale. Per Perugia, che godeva da secoli di patti di capitolazione che le garantivano privilegi fiscali e un'autonomia speciale rispetto a Roma, l'imposizione suonò come un intollerabile affronto.

Il Consiglio dei Priori respinse la tassa, sostenendo che il monopolio papale violava le antiche franchigie comunali. La risposta della popolazione fu radicale: smettere collettivamente di consumare sale e preparare la difesa militare della città. Nacque così anche la tradizione del celebre pane sciapo umbro, sfornato rigorosamente senza sale in segno di disobbedienza politica.

Il tradizionale pane sciapo umbro, simbolo storico della rivolta contro la tassa papale

La spedizione militare farnesiana e la resa

Paolo III non tollerò la sfida al potere centrale pontificio. Nel maggio del 1540 inviò un esercito di ottomila fanti e cinquecento cavalieri al comando del figlio, il condottiero Pier Luigi Farnese.

Nonostante l'eroica resistenza delle milizie cittadine guidate da Ridolfo Baglioni, la disparità delle forze in campo e l'isolamento diplomatico portarono Perugia alla capitolazione nel mese di giugno. La fiera repubblica municipale era definitivamente caduta sotto il governo diretto dei legati apostolici.

La Rocca Paolina: la fortezza costruita per piegare una città

Per stroncare qualsiasi futura velleità di ribellione, Paolo III incaricò l'architetto Antonio da Sangallo il Giovane di erigere una ciclopica fortezza militare: la Rocca Paolina.

La costruzione richiese la demolizione e il seppellimento di un intero quartiere nobiliare, radendo al suolo oltre un centinaio di palazzi, torri e chiese dei Baglioni. I vicoli e le case del borgo medievale rimasero inghiottiti nei sotterranei bui della fortezza come basamento militare. Quando i perugini abbatterono la rocca dopo l'Unità d'Italia nel 1860, quegli ambienti sotterranei tornarono alla luce, creando la suggestiva 'città sotterranea' che ancora oggi si attraversa con le scale mobili.


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