Storia

Perugia come potenza dell’Italia centrale: dalle mura etrusche al Comune medievale

Lucumonia della dodecapoli etrusca e fiero comune guelfo capace di dominare l'Umbria: come la città sul colle divenne la signora politica dell'Italia centrale.

GuidyGuidy
25 ottobre 20262 min di lettura
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Perugia come potenza dell’Italia centrale: dalle mura etrusche al Comune medievale

Un colle fortificato a dominio delle valli del Tevere e del Chiascio: la roccaforte che non si piegò mai facilmente a nessun impero.

La dodecapoli etrusca e l'Arco di Augusto

Fondata su un massiccio colle collinare a controllo strategico delle principali vie di comunicazione dell'Italia centrale, l'etrusca Perusia fu una delle dodici lucumonie confederate della dodecapoli. La cinta muraria etrusca, con oltre tre chilometri di possenti blocchi squadrati di travertino, testimonia ancora oggi la monumentalità della città arcaica.

Simbolo indiscusso di questa potenza è l'Arco Etrusco (o Arco di Augusto), una delle porte monumentali meglio conservate dell'antichità, sormontata dal fregio dorico e dall'iscrizione Augusta Perusia, incisa dopo il celebre e drammatico Bellum Perusinum del 41-40 a.C.

Scorcio medievale delle vie coperte e delle mura storiche di Perugia

Il Comune medievale: l'espansione e il Grifo perugino

Nel Basso Medioevo, Perugia visse la sua stagione di massimo splendore politico e militare. Costituitasi in libero Comune all'inizio del XII secolo, la città scelse convintamente la fazione guelfa, stringendo alleanze strategiche con il Papato pur mantenendo una fiera e gelosa autonomia decisionale.

Il Grifo rampante, simbolo araldico della città, spiegò le sue ali sottomettendo gradualmente i territori circostanti: da Assisi a Foligno, da Spoleto fino alle sponde del lago Trasimeno. Palazzo dei Priori, iniziato nel 1293, divenne la sede monumentale di questa oligarchia mercantile e nobiliare.

La contesa tra le famiglie e il declino dell'autonomia

Il Quattrocento fu segnato dalle sanguinose lotte intestine tra le casate dei Baglioni e degli Oddi. Nonostante la ferocia degli scontri civili, la corte perugina fu un polo culturale straordinario, capace di attirare e formare maestri come Pietro Vannucci e il giovane Raffaello prima dell'annessione definitiva allo Stato Pontificio.


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