Bomarzo oltre i mostri: storia, Palazzo Orsini e identità di un feudo nella valle del Tevere
All'ombra del celebre Sacro Bosco si erge un borgo millenario arroccato su uno sperone vulcanico: il Palazzo Orsini, le memorie medievali e la veduta sulla Teverina.

Molti conoscono le creature di pietra del Sacro Bosco, ma pochissimi salgono in cima alla rupe per scoprire il borgo che le ha generate.
La rupe di peperino e le origini arcaiche
Arroccato su un crinale vulcanico che si protende verso la fertile valle del Tevere, il borgo di Bomarzo vanta una continuità insediativa millenaria. L'antico insediamento etrusco-romano di Polimartium trasse vantaggio dalla posizione difensiva naturale, circondata da forre scoscese e fitti boschi di querce.
Nel Medioevo il nucleo abitato si serrò attorno alla cresta rocciosa, sviluppando una fitta trama di vicoli stretti, archi di passaggio e abitazioni costruite interamente con blocchi di peperino scuro estratto dalle cave locali.

Il Palazzo Orsini: architettura rinascimentale tra le nuvole
Il cuore politico e monumentale del paese è il grandioso Palazzo Orsini, sorto sulle fondamenta dell'antico castrum medievale. Rimodellato all'inizio del Cinquecento per volere di Gian Corrado Orsini e completato dal figlio Pier Francesco (il Vicino Orsini), l'edificio vide l'intervento di celebri architetti rinascimentali, tra cui Baldassarre Peruzzi.
Le sale interne del palazzo conservano cicli di affreschi a grottesche di scuola romana, camini monumentali e terrazze panoramiche con vedute aperte sui rilievi boscosi dei Monti Cimini e sul corso sinuoso del Tevere.
La vita del feudo e il territorio della Teverina
Vivere Bomarzo significa comprendere la cultura della Teverina viterbese: un paesaggio dove l'agricoltura contadina di uliveti e vigneti convive con una densità monumentale nascosta. Visitare il borgo prima di scendere nella valle dei mostri consente di ricucire la dimensione intima e nobiliare della famiglia Orsini.
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