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Le stazioni dell'arte di Napoli: un museo dentro la metropolitana

Da Toledo e il cratere luminoso di Tusquets all'oro di Università firmato Karim Rashid: come la mobilità sotterranea di Napoli è diventata la galleria pubblica più premiata d'Europa.

GuidyGuidy
27 settembre 20268 min di lettura
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Le stazioni dell'arte di Napoli: un museo dentro la metropolitana

Nella maggior parte delle metropoli del mondo la metropolitana è un non-luogo: corridoi grigi in cemento armato, piastrelle impersonali e scale mobili affrettate dove i pendolari viaggiano con lo sguardo basso. A Napoli accade l'esatto contrario: scendere sotto terra per prendere un treno significa attraversare un monumentale museo d'arte contemporanea diffuso, democratico e accessibile al costo di un normale biglietto di corsa semplice.

Nato all'inizio degli anni Duemila sotto la direzione artistica del critico Achille Bonito Oliva e promosso dal Comune di Napoli, il progetto delle Stazioni dell'Arte ha trasformato oltre quindici fermate delle Linee 1 e 6 della metropolitana in un laboratorio permanente di architettura, design e scultura, affidato a oltre novanta artisti e architetti di fama mondiale, tra cui Óscar Tusquets Blanca, Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Dominique Perrault e Karim Rashid.

Stazione Toledo: la vertigine dell'abisso marino

Eletta più volte dai media internazionali come il Daily Telegraph e la CNN come la stazione di metropolitana più bella e suggestiva del mondo, la stazione Toledo (inaugurata nel 2012 su progetto dell'architetto catalano Óscar Tusquets Blanca) è una spettacolare narrazione architettonica della discesa geologica nel sottosuolo di Napoli.

Stazioni dell'arte di Napoli - I colori e le sculture pop della stazione Universita di Karim Rashid

All'ingresso superiore, a quota strada, l'atrio è dominato dai toni caldi dell'ocra e del nero, che richiamano la terra, il tufo e il calpestio urbano dei Quartieri Spagnoli sovrastanti, arricchito dai mosaici monumentali dell'artista sudafricano William Kentridge che raffigurano la processione di San Gennaro e i lavoratori che scavarono i tunnel metropolitani.

Ma la vera epifania visiva si compie scendendo lungo le scale mobili verso la quota di banchina, a circa cinquanta metri di profondità: l'architettura si spalanca nel celeberrimo Crater de Luz, un gigantesco cono cilindrico scavato nel soffitto che attraversa tutti i livelli della stazione fino a collegarla direttamente con piazza Carità. Le pareti sono interamente rivestite da un mosaico scintillante di tessere esagonali in tonalità blu cobalto, azzurro e bianco di Bisazza, animate dall'installazione luminosa dinamica a LED di Robert Wilson (Relative Light), che simula il movimento ondeggiante della luce che filtra sotto la superficie dell'acqua marina. Scendere sui binari a Toledo non è un tragitto meccanico, ma un'autentica immersione nelle profondità del mare Tirreno.

Università, Dante e Museo: il viaggio tra pop ed ellenismo

Ogni stazione dell'arte sviluppa una specifica identità tematica legata al quartiere sovrastante:

  • Stazione Università (Karim Rashid): Un'esplosione futuristica e psichedelica di colori pop, rosa fucsia, giallo lime e forme scultoree sinuose in Corian. Rashid ha concepito lo spazio come metafora dell'era digitale, della comunicazione accademica e dell'intelligenza collettiva dei giovani studenti universitari che affollano ogni giorno piazza Bovio.
  • Stazione Dante (Gae Aulenti): Progettata dalla grande designer milanese, la stazione accoglie installazioni concettuali potenti: l'opera al neon di Joseph Kosuth con frammenti filosofici del Convivio di Dante Alighieri, le tele di Jannis Kounellis con blocchi di pietra e travi d'acciaio, e l'iconica tela bianca cucita di Michelangelo Pistoletto.
  • Stazione Museo (Gae Aulenti): Collegata direttamente tramite un corridoio sotterraneo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), la stazione funge da elegante vestibolo classico, ospitando magnifiche riproduzioni in resina e bronzo dell'Ercole Farnese e del cavallo Carafa, accompagnate dagli scatti fotografici in bianco e nero di Mimmo Jodice.

Consigli per un itinerario metropolitano

  • Il biglietto giornaliero: Per visitare con calma le stazioni più spettacolari (consigliate: Toledo, Università, Municipio, Dante e Materdei), il modo più economico e pratico è acquistare il biglietto giornaliero urbano integrato, che consente corse illimitate nell'arco di ventiquattr'ore.
  • L'orario migliore: Tra le 10:30 e le 12:30 o nel primo pomeriggio, lontano dalle ore di punta dei pendolari, è possibile godersi le prospettive architettoniche e scattare fotografie straordinarie senza folla.

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