Luoghi Nascosti

Roma sopra Roma: tre luoghi in cui la città mostra i suoi strati

Templi pagani, cripte paleocristiane e basiliche medievali costruiti gli uni sugli altri: come attraversare venti secoli in pochi metri verticali.

GuidyGuidy
10 settembre 20268 min di lettura
Condividi
Roma sopra Roma: tre luoghi in cui la città mostra i suoi strati

C'è una celebre definizione dello scrittore e archeologo Antonio Cederna che sintetizza come nessun'altra il mistero di Roma: "A Roma la storia non è una linea orizzontale che si allunga nel tempo, ma una torta a strati che si accumula nello spazio". Camminare per le vie della capitale significa muoversi costantemente a dieci, quindici metri sopra la città di Giulio Cesare e di Nerone, camminando sopra una selva di archi romani, cisterne etrusche, mosaici imperiali e cripte medievali che dormono sotto l'asfalto e i binari del tram.

In quasi tutta la città questa stratificazione è invisibile, sepolta da secoli di detriti e colmate alluvionali del Tevere. Ma esistono tre luoghi straordinari dove il palinsesto si squarcia, permettendo al visitatore di compiere un carotaggio fisico nel tempo e di attraversare duemila anni di civiltà semplicemente scendendo una rampa di scale o toccando la parete esterna di una chiesa.

1. La Basilica di San Clemente: il prodigio dei quattro livelli sovrapposti

Situata nella valle tra il colle Celio e l'Esquilino, lungo la via che conduce dal Colosseo a San Giovanni in Laterano, la Basilica di San Clemente è unanimemente considerata il vertice insuperabile dell'archeologia stratigrafica mondiale. Qui non si visita un monumento, ma si sfoglia un libro tridimensionale di pietra composto da quattro pagine storiche sovrapposte:

  • Il livello contemporaneo (piano terra): La magnifica basilica del XII secolo, fatta erigere da Papa Pasquale II attorno al 1118, celebre per il ciborio marmoreo cosmatesco e per il mosaico absidale rilucente d'oro dove la Croce di Cristo si trasforma nell'Albero della Vita.
  • Il secondo livello (-4 metri): Varcata una porta nella navata laterale, si scende nella basilica paleocristiana del IV secolo, consacrata a papa Clemente I. Incendiata durante il sacco normanno di Roberto il Guiscardo nel 1084, questa chiesa perduta conserva intatte navate affrescate con rarissimi cicli pittorici dell'XI secolo che contengono una delle primissime iscrizioni in volgare italiano (il celebre affresco di Sisinnio).
  • Il terzo livello (-10 metri): Scendendo un'ulteriore scala in pietra, l'aria si fa umida e fredda. Ci si ritrova improvvisamente in un intero quartiere della Roma imperiale del I secolo d.C. Da una parte un'ampia insula residenziale con appartamenti in laterizio; dall'altra una ricca dimora patrizia (domus) trasformata nel II secolo in un tempio segreto dedicato al culto del dio persiano Mitra (Mitreo). Si cammina lungo la sala triclinare tra panche di pietra scavata dove i fedeli consumavano il banchetto sacro, al cospetto dell'altare marmoreo che raffigura Mitra mentre sgozza il toro primordiale.
  • Il quarto livello (-14 metri): Nel punto più profondo dello scavo, tra muri di blocchi di tufo d'epoca repubblicana risalenti alle guerre puniche, si sente un boato continuo e fragoroso: è un antico fiume sotterraneo di Roma che scorre impetuoso nel buio, canalizzato verso la Cloaca Massima.

Roma sopra Roma - Le colonne romane inglobate nella facciata di San Nicola in Carcere

2. San Nicola in Carcere: i tre templi romani nella pancia della chiesa

A breve distanza dal Teatro di Marcello e dal Foro Boario sorge un edificio che sfida ogni logica architettonica convenzionale: la Basilica di San Nicola in Carcere. Prima ancora di entrare, fermatevi sul marciapiede e osservate attentamente la parete laterale sinistra e la facciata: incastonate e cementate direttamente nella muratura medievale in pietra e mattoni spiccano colossali colonne scanalate in marmo lunense e travertino con capitelli dorici e ionici perfettamente conservati.

La chiesa non è stata costruita "sopra" un tempio romano, ma è stata letteralmente edificata dentro e tra tre distinti templi repubblicani del Foro Olitorio (l'antico mercato degli ortaggi di Roma antica), dedicati a Giano (il dio bifronte), alla dea Speranza (Spes) e a Giunone Sospita, databili tra il III e il II secolo a.C.

I costruttori medievali del IX secolo riutilizzarono le colonne e i basamenti dei tre templi affiancati per ricavare le navate della nuova chiesa cristiana. Scendendo nei sotterranei della cripta, si cammina negli stretti vicoli lastricati che duemiladuecento anni fa separavano i tre edifici sacri, tra podi monumentali, cunicoli di epoca repubblicana e celle in blocchi di tufo usate come caveau e banchi di cambiavalute imperiali.

3. Santa Maria sopra Minerva: il gotico romano nato dal culto di Iside

A due passi dal Pantheon, in una delle piazze più affascinanti della città impreziosita dall'obelisco egizio retto dall'elefantino marmoreo del Bernini (il Pulcino della Minerva), sorge la Basilica di Santa Maria sopra Minerva. È un monumento eccezionale per due ragioni: è l'unica grande chiesa medievale con interno ad archi ogivali gotici di tutta Roma, e custodisce fin dal suo stesso nome l'impronta indelebile della sua fondazione pagana.

La tradizione ha sempre ritenuto che la basilica cristiana, eretta dai domenicani a partire dal 1280, sorgesse direttamente sulle fondamenta del tempio di Minerva Calcidica, fatto erigere da Gneo Pompeo Magno nel 60 a.C. e ricostruito da Domiziano. Gli scavi archeologici moderni hanno rivelato una stratificazione ancora più esotica e sorprendente: al di sotto delle navate gotiche con le volte a crociera dipinte di blu oltremare e tempestate di stelle dorate (dove riposano Santa Caterina da Siena e il Beato Angelico) non c'erano solo le strutture romane di Minerva, ma il gigantesco Iseo e Serapeo Campense (Iseum), il monumentale santuario dedicato al culto della dea egizia Iside e di Serapide introdotto a Roma nel I secolo a.C. È proprio da quel sottosuolo sacro egizio-romano che provenivano gli obelischi, le statue di leoni e le sfingi che oggi adornano le piazze circostanti del centro storico.

Continua il viaggio con Guidy

Esplora la Roma verticale con lo sguardo di un archeologo. Scarica l'applicazione Guidy per seguire l'itinerario geolocalizzato tra San Clemente, San Nicola in Carcere e Santa Maria sopra Minerva, accedere alle piantine stratigrafiche degli scavi sotterranei e scoprire i monumenti romani riemersi tra i vicoli del centro storico.