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La Piramide Etrusca di Bomarzo: il megalite scolpito nella roccia e il mistero dei boschi della Tuscia

Nascosto nella macchia fitta di Santa Cecilia sorge il 'Sasso del Predicatore': un gigantesco masso di peperino gradinato trasformato in altare sacro rupestre dagli Etruschi.

GuidyGuidy
25 ottobre 20262 min di lettura
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La Piramide Etrusca di Bomarzo: il megalite scolpito nella roccia e il mistero dei boschi della Tuscia

Un ciclopico masso vulcanico intagliato a gradoni che emerge dalla macchia fitta come un altare dimenticato dal tempo.

La riscoperta del 'Sasso del Predicatore'

Immersa nei boschi silenziosi di Tacchi e Santa Cecilia, a poca distanza dal centro di Bomarzo, la cosiddetta Piramide Etrusca (nota tradizionalmente tra i boscaioli locali come il Sasso del Predicatore) è uno dei monumenti rupestri più enigmatici d'Europa.

Riscoperta archeologicamente agli inizi degli anni Duemila grazie all'opera di appassionati locali che ripulirono il masso dai rovi secolari, la piramide è un gigantesco masso erratico di peperino vulcanico, distaccatosi in epoca preistorica dalle pendici dei Cimini, che mani umane hanno scolpito direttamente sul posto.

I gradini intagliati nel peperino e le canalette rituali della Piramide Etrusca

L'architettura rupestre: gradini, canali e sedili rituali

La struttura presenta una ripida scalinata monumentale di 26 gradini intagliati nella pietra viva, che sale verso la sommità della roccia dove si trovano piattaforme livellate, pozzetti di raccolta e sedili sacerdotali.

Lungo i fianchi del megalite corrono canalette di scolo scavate con precisione millimetrica. Gli studiosi ritengono che il complesso risalga almeno al VII-VI secolo a.C. e fosse utilizzato come altare sacrificale e osservatorio augurale (auguraculum) per la lettura del volo degli uccelli e delle viscere delle vittime rituali.

Il paesaggio sacro della Tuscia rupestre

La piramide non è un elemento isolato: nei boschi circostanti si snoda una rete di vie cave etrusche, necropoli a fossa, altari minori e le rovine paleocristiane di Santa Cecilia con le caratteristiche tombe antropomorfe intagliate nel banco roccioso.


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