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Cosa vedere a Civita di Bagnoregio: guida completa alla città che muore, ponte e come arrivare

Guida completa per visitare Civita di Bagnoregio: il ponte pedonale panoramico, la città che muore sui calanchi, storia, orari, biglietti e consigli su dove parcheggiare.

GuidyGuidy
25 ottobre 20263 min di lettura
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Cosa vedere a Civita di Bagnoregio: guida completa alla città che muore, ponte e come arrivare

Sospesa su una rupe isolata di tufo che domina la vasta e suggestiva Valle dei Calanchi nella Tuscia viterbese, Civita di Bagnoregio è uno dei borghi più incredibili e poetici al mondo. Definita dallo scrittore Bonaventura Tecchi "la città che muore" a causa dell'incessante e progressiva erosione geologica provocata dai torrenti Rio Chiaro e Rio Torbido che consuma le argille alla base dello sperone tufaceo, Civita è oggi un gioiello salvaguardato e meta di viaggiatori da ogni continente.

Accessibile unicamente a piedi attraverso un ardito ponte pedonale sospeso nel vuoto lungo oltre 300 metri, la visita a Civita regala un viaggio emozionante sospeso tra terra e cielo.

Come arrivare e come organizzare la visita a Civita di Bagnoregio?

Per visitare Civita di Bagnoregio è necessario parcheggiare l'auto nel paese di Bagnoregio (presso il Parcheggio Belvedere o Piazzale dei Bersaglieri), acquistare il biglietto d'accesso pedonale al ponte (disponibile online o alla biglietteria) e percorrere a piedi il ponte in salita che conduce all'unica porta d'ingresso del borgo, Porta Santa Maria.

La visita del borgo interno richiede circa due ore, lasciando il tempo per passeggiare nei vicoli fioriti e affacciarsi sui punti panoramici a strapiombo sui calanchi.

Cosa vedere all'interno del borgo sospeso

Tappa 1: Il Ponte panoramico e Porta Santa Maria. L'avvicinamento a piedi lungo il ponte pedonale in cemento armato lungo 300 metri offre una prospettiva scenografica mozzafiato sulla rupe che svetta isolata tra le scanalature d'argilla bianca. L'accesso al paese avviene attraverso Porta Santa Maria (o della Cava), scavata nel tufo dagli Etruschi nel V secolo a.C. e decorata con bassorilievi medievali che celebrano la cacciata dei tiranni monaldeschi.

Tappa 2: Piazza San Donato e la chiesa antica. Il baricentro del borgo è una piazza dal fondo in cotto e terra battuta dominata dalla Chiesa di San Donato, eretta su un tempio romano. Al suo interno è custodito un prezioso Crocifisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello, protagonista della storica processione del Venerdì Santo.

Tappa 3: Il Museo Geologico e delle Frane. Ospitato nello storico Palazzo Alemanni, questo museo scientifico illustra in modo affascinante la complessa storia geologica della rupe, le frane storiche che nei secoli hanno fatto crollare interi quartieri (compresa la casa natale di San Bonaventura da Bagnoregio) e le moderne tecniche di ingegneria messe in atto per consolidare e salvare la rupe.

Tappa 4: I Giardini pensili e i Belvedere sui Calanchi. Proseguendo fino all'estremità orientale del borgo si raggiungono terrazze e giardini privati aperti al pubblico che si aprono su una vista vertiginosa a 360 gradi sulla dorsale frastagliata dei calanchi, uno scenario geologico lunare che muta colore a seconda della luce solare.

Consigli pratici per la visita

Per evitare le ore di punta e il caldo estivo, il momento ideale per salire a Civita è la prima mattina (quando la nebbia bassa avvolge la valle facendo galleggiare il borgo come un'isola tra le nuvole) o il tardo pomeriggio al tramonto. Nelle cantine tipiche scavate nel tufo si possono assaggiare i salumi viterbesi di suino brado e un piatto caldo di fettuccine ai funghi porcini dei monti Cimini.