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La Corsia Sistina di Santo Spirito in Sassia: l'ospedale più antico d'Europa e gli affreschi di Sisto IV

Fondata da papa Innocenzo III nel 1198 e monumentata da Sisto IV: una galleria lunga 120 metri dove carità cristiana, cura medica e Rinascimento si fondono.

GuidyGuidy
20 ottobre 20262 min di lettura
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La Corsia Sistina di Santo Spirito in Sassia: l'ospedale più antico d'Europa e gli affreschi di Sisto IV

A due passi da San Pietro sorge una corsia ospedaliera di 120 metri affrescata come una cappella papale: il luogo dove la cura incontrava la bellezza.

L'eredità medievale e la visione di Innocenzo III

L'Arcispedale di Santo Spirito in Sassia affonda le sue radici nella Schola Saxonum, la struttura di accoglienza fondata nell'VIII secolo dal re dei Sassoni per i pellegrini giunti a Roma per venerare la tomba di Pietro.

Nel 1198 papa Innocenzo III, turbato dalle cronache sui neonati abbandonati nel Tevere, rifondò il complesso affidandolo a Guy de Montpellier, dotandolo della prima celebre 'ruota degli esposti' e trasformandolo nel primo ospedale moderno d'Europa.

Gli affreschi rinascimentali della Corsia Sistina in Santo Spirito in Sassia

La Corsia Sistina: il cantiere rinascimentale di Sisto IV

Tra il 1473 e il 1478 papa Sisto IV della Rovere, lo stesso pontefice che commissionò la Cappella Sistina in Vaticano, promosse una totale ricostruzione monumentale dell'ospedale. Nacque così la Corsia Sistina, un ambiente a galleria monumentale lungo oltre 120 metri e largo dodici, coperto da capriate lignee e dotato di un tiburio ottagonale centrale.

La corsia era concepita con criteri sanitari avanzati per l'epoca: ampie finestre alte per favorire il ricambio d'aria, separazione degli ambienti e un altare centrale attribuito ad Andrea Palladio che consentiva a tutti i degenti di assistere alla messa dai propri letti.

Il ciclo pittorico: la celebrazione della carità papale

Lungo le pareti superiori della corsia corre uno straordinario ciclo di oltre mille metri quadrati di affreschi, dipinto da maestri della scuola umbro-romana (collaboratori di Melozzo da Forlì e Antoniazzo Romano).

Le scene illustrano la vita di Innocenzo III e soprattutto la giovinezza, l'elezione e le opere pubbliche di Sisto IV, costituendo una fonte iconografica inestimabile sulla vita quotidiana e sull'urbanistica della Roma del Quattrocento.


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